La Cooperativa San Rocco di Leverano inaugura la nuova sede: cinquant’anni di storia e un opificio 4.0
15 Aprile 2026

Un impianto fotovoltaico da 115 kW, celle frigorifere ad alta efficienza e 15.000 metri quadri dedicati alla filiera corta: il 16 aprile il taglio del nastro a Leverano segna il passaggio definitivo verso un’agricoltura sostenibile e tecnologica
C’è un filo che unisce una sezione ACLI del 1973, i campi di gladioli e garofani del Salento degli anni Settanta e un opificio di ultima generazione a Leverano. Quel filo si chiama Cooperativa San Rocco – Organizzazione di Produttori, e il prossimo 16 aprile alle ore 18:00 festeggerà il suo traguardo più ambizioso con l’inaugurazione della nuova sede in via Ancona.
Da venti soci fondatori a punto di riferimento della GDO nazionale
La storia della cooperativa inizia il 30 maggio 1973, quando venti soci fondatori decidono di riunirsi e scommettere sull’orticoltura salentina. Nei decenni successivi, l’intuizione pionieristica di convertire i terreni alla floricoltura — gladioli e garofani — lascia progressivamente spazio a una specializzazione orticola d’eccellenza, che oggi rifornisce le principali insegne della grande distribuzione organizzata nazionale e internazionale.
Oltre cinquant’anni di storia, attraversati da crisi globali, rincari e trasformazioni di mercato, senza mai perdere di vista il valore fondante della cooperazione e del legame con il territorio.
Un opificio nato dalla rigenerazione post-Xylella
La nuova struttura — circa 15.000 metri quadri — è stata realizzata nell’ambito del progetto di “Rigenerazione Sostenibile”, finanziato attraverso il Contratto di distretto Xylella. Una misura che, nata per rispondere alla devastazione causata dall’epidemia di Xylella fastidiosa in Puglia, diventa qui strumento di rilancio produttivo e innovazione infrastrutturale.
Il nuovo opificio è dotato di un impianto fotovoltaico da 115 kW con sistemi di accumulo energetico, illuminazione LED di ultima generazione e celle frigorifere ad alta efficienza, in un disegno complessivo orientato alla riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale. Tecnologia e sostenibilità non come slogan, ma come scelte di investimento concrete.
La voce del presidente: «Tradizione e innovazione viaggiano insieme»
Il presidente Luigi Zecca ha commentato con trasporto l’imminente inaugurazione: «Le nostre radici non sono fatte solo di terra, ma soprattutto di persone. Oggi onoriamo la visione di chi nel 1973 si riunì in una sezione ACLI per dare vita a questo sogno. Il modo migliore per ricordarli è portare avanti il loro impegno con la stessa dedizione. A chi è ancora qui con noi in sala dico grazie: siete la memoria viva dei valori che ci guidano.»
Guardando alle sfide affrontate e agli obiettivi futuri, Zecca ha aggiunto: «Inauguriamo questa bellissima struttura dopo anni di sacrifici, affrontando periodi complessi tra crisi globali e rincari. Questo nuovo opificio non è solo un edificio, ma uno strumento per garantire ai nostri soci il massimo valore aggiunto, riducendo l’uso di chimica e ottimizzando la logistica. È la nostra risposta concreta per un futuro in cui tradizione e innovazione viaggiano insieme.»
Filiera corta e sostenibilità: il modello che guarda al futuro
L’inaugurazione del 16 aprile vedrà la partecipazione di istituzioni, autorità locali e rappresentanti del settore agricolo. Ma al di là della cerimonia, la nuova sede della Cooperativa San Rocco rappresenta qualcosa di più: un modello di sviluppo agricolo meridionale che non rinuncia alle proprie radici, investe in tecnologia e sceglie la filiera corta come paradigma economico e ambientale.
Una risposta concreta, nata dal Salento, alla domanda di un’agricoltura più moderna, più giusta e più sostenibile.
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