Il Sud guida la corsa dell’agriturismo: i dati Istat 2024 raccontano un Mezzogiorno in movimento
17 Marzo 2026

Mentre i grandi mercati agrituristici del Centro-Nord mostrano i primi segni di saturazione, il Mezzogiorno accelera. È questo il dato più significativo che emerge dal report Istat pubblicato il 9 marzo 2026 sulle aziende agrituristiche italiane nell’anno 2024: un’istantanea che restituisce al Sud un ruolo da protagonista nella dinamica imprenditoriale del settore.
I numeri: il Mezzogiorno cresce il doppio rispetto al resto d’Italia
Nel 2024 le aziende agrituristiche italiane sono 26.360, in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Una crescita moderata nel complesso, ma che nasconde differenze territoriali molto marcate. Il Mezzogiorno registra un tasso di crescita del +2,5% — cinque volte superiore a quello di Nord e Centro, fermi entrambi a +0,5%. Nelle Isole il balzo è ancora più netto: +6,1%, trainato soprattutto dalla Sicilia, dove le aziende agrituristiche crescono dell’8,9%.
Tra le regioni più dinamiche per nuove autorizzazioni, il Sud si impone con forza: la Puglia registra un incremento di circa il 68% nelle nuove aperture, mentre le Isole nel complesso segnano un +31,1%. Quattro delle prime cinque posizioni nazionali per tasso di crescita delle aziende agrituristiche sono occupate da regioni meridionali.
La Toscana satura, il Sud investe
Il raffronto con i mercati più maturi è eloquente. La Toscana, che da sola ospita il 22,2% di tutte le strutture agrituristiche d’Italia, sta rallentando: le nuove autorizzazioni nel 2024 scendono a 219, contro le 304 del 2023 e le 406 del 2022. L’Istat parla esplicitamente di “effetto saturazione”. Il Lazio, invece, cresce del +23,7%, mentre nel Mezzogiorno il tasso di cessazione delle attività cala in modo significativo: -36,2% rispetto al 2023, con le Isole che segnano addirittura -47,3%.
Questi dati raccontano un cambio di passo strutturale: dove il modello tradizionale dell’agriturismo italiano mostra i suoi limiti di crescita, il Sud apre nuovi spazi imprenditoriali.
Un settore che vale quasi 2 miliardi
Il valore economico complessivo del settore agrituristico italiano supera 1,93 miliardi di euro, con un incremento del 3,3% rispetto al 2023. Negli ultimi dieci anni il settore è cresciuto a un tasso medio annuo del 5,3%, un risultato che pone l’agriturismo tra le componenti più resilienti dell’economia rurale.
Il valore economico medio per azienda è di circa 73.300 euro, con differenze significative tra le macroaree: il Nord-est guida con oltre 103.000 euro per struttura, mentre il Sud si attesta a 57.600 euro e le Isole a 23.500 euro. Il divario è ancora ampio, ma va letto anche come margine di crescita: le imprese meridionali che investono oggi in qualità dell’offerta operano in un mercato che ha ancora molto spazio da riempire.
Alloggio e degustazione: la formula che funziona al Sud
Tra i servizi offerti, la combinazione alloggio e degustazione è quella che cresce di più a livello nazionale (+4,3%), con un picco nelle Isole del +9,8%. Anche la combinazione degustazione e ristorazione cresce del 7,7% nelle Isole. Sono formule che valorizzano le produzioni agroalimentari locali — olio, vino, formaggi, prodotti a km zero — e che si sposano perfettamente con la vocazione produttiva del Mezzogiorno.
La Puglia, in questo contesto, emerge come riferimento meridionale: è tra le prime regioni per presenza di strutture che combinano alloggio-degustazione (7,4% del totale nazionale) e degustazione-ristorazione (8,6%), posizionandosi alle spalle della sola Toscana.
I turisti stranieri e il potenziale inespresso
Gli agrituristi in Italia sono 4,7 milioni nel 2024, in crescita del 4,3%. La componente straniera è maggioritaria e in espansione: il 54,8% degli ospiti proviene dall’estero, con un aumento del 12,1% rispetto al 2023.
Il dato che dovrebbe far riflettere gli imprenditori meridionali è però questo: il 72% degli agrituristi sceglie ancora le strutture di Centro e Nord-est. Il Mezzogiorno attrae complessivamente una quota ancora minoritaria del flusso turistico, ma le regioni più attrattive sono la Sicilia (5,4%) e la Puglia (4,7%), con quest’ultima in posizione di rilievo nel panorama nazionale.
L’indice di ricettività — cioè il numero medio di arrivi per struttura con alloggio — è di 220 agrituristi a livello nazionale, ma scende a 121 nel Sud e a 187 nelle Isole: un segnale che le strutture meridionali hanno ancora ampi margini per crescere in capacità di attrazione e fidelizzazione.
Le fattorie didattiche: un’opportunità da cogliere
Uno degli spunti più interessanti per i giovani imprenditori del Sud riguarda le fattorie didattiche, il servizio complementare che cresce più in fretta in Italia: +12,2% rispetto al 2023, con un incremento del +220% rispetto al 2010. Al momento il 52,5% di queste attività è concentrato nel Nord, mentre il Mezzogiorno ne ospita il 22,2% tra Sud e Isole. Il gap è evidente — e rappresenta una finestra di opportunità concreta per chi vuole differenziare l’offerta e costruire un rapporto diretto con il territorio, le scuole e le comunità locali.
Vale la pena notare che il 39% delle fattorie didattiche è gestito da donne, con un’età media dei conduttori di 53 anni quando la conduzione è femminile — dato che indica come questo segmento sia già terreno di leadership femminile e generazionale.
Un segnale chiaro per chi vuole restare
I dati Istat 2024 sull’agriturismo confermano quello che molti giovani imprenditori del Sud stanno già intuendo: il settore non è saturo, tutt’altro. Mentre i mercati consolidati rallentano, il Mezzogiorno entra in una fase di dinamismo imprenditoriale che offre concrete opportunità di investimento. L’agriturismo non è solo un’alternativa alla migrazione: è un modello di impresa che può generare valore, costruire identità territoriale e attrarre visitatori da tutto il mondo. Le condizioni ci sono. La scelta di restare, e di investirci, può fare la differenza.
Foto di Gianluca Carenza su Unsplash
Leggi anche
Categorie
Iscriviti alla nostra Newsletter
Leggi anche
La Puglia si conferma come una delle mete turistiche più ambite d’Europa, sebbene il potenziale [...]
18 Marzo 2026 •
Antonia D'Eri Viesti
Nel dibattito pubblico la biodiversità agricola viene spesso raccontata come una scelta etica, culturale o [...]
06 Marzo 2026 •
Antonia D'Eri Viesti
Uruguay e Argentina hanno ratificato l'intesa commerciale con l'Europa. Confindustria esulta, gli agricoltori ionici si [...]
27 Febbraio 2026 •
Redazione
La Germania ama il biologico pugliese, il Giappone vuole storytelling, gli USA cercano qualità premium. [...]
16 Febbraio 2026 •
Antonia D'Eri Viesti




