Farmacie rurali, arrivano i primi fondi PNRR: una boccata d’ossigeno per le aree interne del Sud

13 Marzo 2026

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza comincia a produrre effetti concreti per i piccoli comuni italiani. Con la pubblicazione del primo decreto di erogazione dei contributi previsto dall’Avviso pubblico 2025, le farmacie rurali entrano nella fase operativa dei pagamenti: 195 strutture hanno già ricevuto le prime risorse, per un totale di 4.365.574 euro, in attesa che il beneficio si estenda a oltre 1.200 farmacie ammesse al finanziamento.

Un segnale importante per i territori più fragili del Paese, a cominciare dal Mezzogiorno, dove le aree interne e i piccoli centri abitati — spesso con meno di 5.000 abitanti — dipendono dalla farmacia di quartiere come unico presidio sanitario stabile. Medici di base difficili da raggiungere, ospedali lontani, trasporti pubblici carenti: in questo contesto, la farmacia rurale non è soltanto un punto vendita di farmaci, ma un avamposto della sanità di prossimità, un luogo di fiducia dove il cittadino trova risposta ai propri bisogni di salute quotidiani.

Cosa prevede la misura

L’intervento rientra nella Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR, Componente 3 dedicata agli interventi speciali per la coesione territoriale. Le risorse erogate finanzieranno l’ammodernamento delle strutture, l’introduzione di strumenti digitali e lo sviluppo di nuovi servizi sanitari territoriali, con l’obiettivo di integrare le farmacie rurali in modo più efficace nel sistema sanitario nazionale.

Il decreto è stato adottato dall’Ufficio V della Struttura di Missione PNRR della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha condotto l’iter istruttorio in collaborazione con Federfarma e Sunifar, le principali organizzazioni di categoria dei farmacisti.

La voce della Fondazione Cannavò

A commentare positivamente il provvedimento è la Fondazione Francesco Cannavò, attraverso le parole del suo Presidente Luigi D’Ambrosio Lettieri, che sottolinea la continuità politica tra l’attuale Ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, e il lavoro avviato dal suo predecessore Raffaele Fitto. La Fondazione si impegna a sostenere i farmacisti nel processo di evoluzione professionale, con iniziative di formazione e aggiornamento tecnico-scientifico pensate per consolidare la qualità delle prestazioni erogate.

Un’opportunità per il Sud che non va sprecata

Per le comunità rurali del Mezzogiorno, questo finanziamento rappresenta qualcosa di più di un semplice contributo economico: è il riconoscimento istituzionale di una funzione sociale che le farmacie di paese svolgono da decenni, spesso in silenzio e con risorse limitate. Digitalizzare questi presidi, aggiornarli, metterli in rete con il resto del sistema sanitario significa ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure che penalizzano ancora troppi cittadini del Sud Italia.

Resta aperta la questione dell’estensione della platea dei beneficiari: la Fondazione Cannavò auspica che il percorso avviato dal PNRR possa ampliarsi nel tempo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di farmacie rurali. È una direzione che vale la pena sostenere, perché investire nella salute dei piccoli comuni significa investire nella loro sopravvivenza.

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Redazione
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