Cucina italiana patrimonio Unesco. Gli impatti economici previsti
11 Dicembre 2025 •
redazione

L’impatto economico dei riconoscimenti UNESCO: i dati della ricerca Unitelma Sapienza
Una ricerca interdisciplinare condotta dalla Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza di Roma sta quantificando per la prima volta l’impatto economico dei riconoscimenti UNESCO sui siti culturali italiani. I primi risultati della seconda fase dello studio, diretto dal professor Pier Luigi Petrillo, rivelano dati significativi sull’effetto del “marchio” UNESCO su turismo, imprese e occupazione.
La metodologia della ricerca
Lo studio, avviato nel 2023 e finanziato interamente con fondi di ateneo senza contributi esterni, coinvolge ricercatori di diverse discipline e analizza otto paesi, tra cui l’Italia. La ricerca si articola in tre fasi: dopo aver definito i modelli-campione nella prima fase, la seconda fase (2024-2025) ha elaborato un’analisi della corrispondenza causale per distinguere gli effetti diretti del riconoscimento UNESCO dalla semplice correlazione. La terza fase si concluderà a fine 2026.
Turismo: l’UNESCO neutralizza il Covid
I dati sui flussi turistici evidenziano come i siti UNESCO abbiano dimostrato una resilienza superiore durante e dopo la pandemia. Nel 2021, primo anno post-Covid, gli arrivi nei siti UNESCO italiani sono aumentati del 53,59% rispetto al 2020, contro il 41,24% dei siti non UNESCO. Nel 2022 il divario si è confermato: +67,83% per i siti UNESCO contro +50,65% per gli altri, con uno scarto di oltre 17 punti percentuali.
Analizzando le presenze, il vantaggio dei siti UNESCO risulta ancora più marcato: 24 punti percentuali di differenza nel 2021 e 17 punti nel 2022.
L’effetto positivo persiste anche negli anni successivi. Nel periodo 2023-2024, mentre i siti culturali non UNESCO hanno registrato una riduzione degli arrivi del 3,26%, quelli UNESCO hanno segnato un aumento del 7,39%. Le presenze sono cresciute del 14,87% nei siti UNESCO contro il 2,5% degli altri siti.
Il caso Pantelleria: turismo destagionalizzato e boom agriturismi
La pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO nel 2014, rappresenta uno dei casi più significativi. Dal 2022, quando sono state avviate campagne di comunicazione mirate, le presenze turistiche sull’isola aumentano in media del 9,7% all’anno.
L’impatto più rilevante riguarda la destagionalizzazione: nei mesi tradizionalmente meno turistici (ottobre, novembre, marzo, aprile) il turismo è aumentato fino al 75%, con due terzi dei visitatori che dichiarano di aver scelto Pantelleria per motivi legati al riconoscimento UNESCO.
Il dato più eclatante riguarda gli agriturismi. Dal 2014 al 2025 le aziende agrituristiche sono aumentate del 500%, con una crescita media annua del 24,7%. In località simili prive del riconoscimento UNESCO, nello stesso periodo l’incremento è stato solo del 2%.
I pizzaiuoli napoletani: un successo internazionale
L’arte dei pizzaiuoli napoletani, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO nel 2017, ha generato effetti particolarmente evidenti sulla formazione professionale. In otto anni i corsi professionali organizzati dalle associazioni promotrici sono passati da 64 a 246, con un aumento del 284%. La crescita media annua supera il 20%.
Il fenomeno più significativo riguarda l’internazionalizzazione: le scuole accreditate all’estero sono aumentate del 420%, passando da 5 nel 2017 a 26 nel 2025. Attualmente esistono più scuole professionali riconosciute dai pizzaiuoli napoletani all’estero che in Italia.
La ricerca evidenzia come gli effetti economici non siano immediati ma si manifestino nel medio periodo, a partire dal quarto anno dopo il riconoscimento, quando la comunicazione si concentra sulla dimensione culturale e identitaria piuttosto che sul prodotto in sé.
Le colline del Prosecco: sviluppo turistico e occupazionale
Il riconoscimento UNESCO nel 2019 delle colline del Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene ha prodotto un rapido incremento delle strutture turistiche: +11% il primo anno e +28% il secondo anno. A sei anni dal riconoscimento, le strutture turistiche sono aumentate del 45,4% e i posti letto del 35,4%.
Il confronto con paesaggi vitivinicoli simili ma privi del riconoscimento UNESCO mostra un divario netto: in questi ultimi l’incremento delle strutture turistiche è stato solo del 3% e dei posti letto dell’8,2%.
L’impatto si riflette anche sul settore produttivo: in sei anni le aziende produttrici di Prosecco Superiore sono aumentate del 17,8% e i lavoratori addetti del 21,7%. La forza lavoro complessiva nei servizi turistici e nel terziario è cresciuta del 12,4%.
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