Acqua al Sud, la svolta: l’Osservatorio certifica il recupero idrico nel distretto dell’Appennino Meridionale
31 Marzo 2026

Le ultime rilevazioni dell’OPUI segnano un deciso miglioramento rispetto alla crisi del biennio 2024-2025. Per i comprensori irrigui di Puglia, Basilicata, Campania e Calabria si apre la stagione con riserve in surplus. Restano criticità localizzate, ma il quadro è incoraggiante.
Una notizia attesa, quella arrivata il 30 marzo 2026 dalla seduta dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici (OPUI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale: la disponibilità idrica nel distretto è in significativo miglioramento rispetto alle rilevazioni del biennio 2024-2025, sia per il comparto idropotabile che per quello irriguo. Per chi fa agricoltura nel Mezzogiorno, è una buona notizia che vale la pena leggere con attenzione.
Il quadro generale: severità in calo, ma il monitoraggio non si ferma
La seduta, presieduta dalla Segretaria Generale dottoressa Vera Corbelli, ha fotografato un distretto che si sta riprendendo da una stagione critica. Il grado di severità idrica è calato in quasi tutti i comparti: la maggior parte del territorio distrettuale si trova ora in condizione di «severità idrica bassa», con alcune eccezioni circoscritte.
Rimane uno stato di emergenza attivo nelle province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri, quest’ultimo in prossima scadenza. Sul fronte irriguo, presentano ancora una «severità media» i comprensori serviti dagli schemi del Fortore e dell’Ofanto, due bacini strategici per l’agricoltura pugliese e campana.
Invasi in surplus: i dati territorio per territorio
I numeri che emergono dalle analisi sui principali sistemi idrici raccontano una storia di recupero diffuso.
In Basilicata, il sistema Acque del Sud — che comprende gli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo — registra al 27 marzo 2026 una disponibilità di circa 352 milioni di metri cubi, con un surplus di circa 150 Mm³ rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che dà respiro all’intero sistema idrico lucano e pugliese.
Lo schema Ofanto — che alimenta i comprensori irrigui di Puglia e Campania attraverso gli invasi di Conza della Campania, Saetta, San Pietro, Marana Capacciotti e Locone — dispone attualmente di circa 120 Mm³, con un surplus di 40 Mm³ sul 2025. Permane tuttavia una contenuta criticità per gli invasi di Marana Capacciotti e San Pietro, da tenere sotto osservazione.
In Molise, lo schema Fortore (invasi di Occhito e Celone) presenta una disponibilità di circa 108 Mm³, con un surplus di 53 Mm³ rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’Autorità sottolinea comunque la necessità di proseguire nel monitoraggio costante ai fini della programmazione.
La Calabria registra un recupero generalizzato: tutti i principali invasi — Menta, Alaco, Arvo, Ampollino e Passante — mostrano surplus rispetto al 2025. La diga dell’Ampollino, in particolare, raggiunge i 50,54 Mm³ con un surplus di oltre 23 Mm³. Il livello di severità regionale è classificato come «basso», pur restando formalmente attivo lo stato di emergenza per Crotone e Reggio Calabria.
Per la Campania, gli schemi di approvvigionamento di ABC (Napoli e provincia) mostrano un surplus significativo sulle sorgenti Acquaro-Pelosi: oltre 718 l/s in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le criticità residue sono legate principalmente a problematiche infrastrutturali, non alla disponibilità della risorsa.
In Abruzzo, la gran parte del territorio è in severità bassa; fa eccezione l’area chietina, classificata in severità media. Le sorgenti monitorate mostrano tuttavia surplus rispetto al 2025 in quasi tutti i punti di rilevazione.
Nel Lazio, l’ATO 5 Frosinone mantiene una severità media: i cospicui apporti pluviometrici di gennaio 2026 hanno migliorato il quadro nel breve termine, ma l’Autorità avverte che «le diffuse condizioni di deficit idrologico di lungo termine non possono ritenersi superate».
Il futuro: monitoraggio delle acque sotterranee e aggiornamento del Piano di Gestione
Oltre alla lettura dell’attuale stato di severità, l’Osservatorio ha posto l’accento su un tema strategico per il futuro idrico del Sud: il monitoraggio delle acque sotterranee. L’Autorità di Bacino sta lavorando, in sinergia con le Regioni e le rispettive ARPA, al potenziamento delle reti di monitoraggio, con verifiche su tutti i punti del distretto e la progettazione di pozzi e piezometri integrativi.
L’obiettivo è costruire un bilancio idrico aggiornato e affidabile, che integri dati idrogeologici, usi potabili e irrigui, fabbisogni e rispetto del deflusso ecologico. Un lavoro di lungo periodo, indispensabile per gestire le risorse idriche con visione e non solo in risposta alle emergenze.
La dottoressa Corbelli ha inoltre confermato che il Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025 è stato condiviso con tutti i componenti dell’Osservatorio e pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità. L’OPUI ha nel frattempo raggiunto la piena operatività formale, con la nomina dei membri esperti avvenuta con decreto del 10 marzo 2026.
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