Castellaneta, rinascita industriale al servizio dell’agricoltura: Agromed apre nuove rotte per le eccellenze ioniche
03 Febbraio 2026 •
redazione

12 milioni di euro per una piattaforma logistica che può cambiare le prospettive di export del territorio tarantino
Quando un’area industriale dismessa diventa un’opportunità per chi coltiva la terra, vuol dire che qualcosa sta cambiando. A Castellaneta, negli spazi dell’ex complesso Miroglio, prende forma Agromed: una piattaforma logistica da oltre 12 milioni di euro pensata per dare gambe lunghe ai prodotti della filiera agroalimentare jonica. Non si tratta solo di capannoni e nastri trasportatori, ma di un’infrastruttura che può aprire mercati ai giovani imprenditori agricoli del territorio, quelli che hanno scelto di investire sulla terra e ora cercano canali efficienti per portare le loro produzioni oltre i confini regionali.
Il progetto, nato nel 2000 e rimasto bloccato per anni, è stato rifinanziato durante il Governo Conte II e ora entra finalmente nella fase operativa. A guidare l’iniziativa è Agromed Società Benefit, partecipata dalla Camera di Commercio di Taranto, con un obiettivo chiaro: far conoscere le eccellenze agroalimentari pugliesi in Italia e nel mondo, creando un ponte logistico che semplifichi la vita a chi produce.
Commenta Mario Turco, senatore, Vicepresidente del M5S e Componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario, Finanziario e Assicurativo: ” “Finalmente a Castellaneta, nonostante le difficoltà incontrate, si avvia la realizzazione della piattaforma logistica Agromed, che sosterrà la filiera agroalimentare del territorio con un investimento di oltre 12 milioni. Questo progetto, inizialmente finanziato nel 2000, poi arenatosi e, infine, definanziato insieme a tante altre opportunità di sviluppo per la provincia di Taranto, è stato recuperato durante il Governo Conte II, con un rifinanziamento Cipe a cui ho personalmente lavorato, in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti. È doveroso ringraziare il Presidente della Camera di Commercio di Taranto, Vincenzo Cesareo; il Cavaliere Luigi Sportelli; il Commissario e il Presidente di Agromed, per il prezioso lavoro svolto, in seno a questo progetto in cui il M5S ha deciso di puntare nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della reindustrializzazione. Agromed, infatti, occuperà gli spazi dell’ex Miroglio, dimostrando come un territorio possa guardare oltre le crisi industriali quando la politica si mette al servizio della collettività”.
Un hub per chi vuole crescere
Per un’azienda agricola giovane, la logistica può essere un ostacolo invalicabile. Gestire stoccaggio, conservazione, distribuzione richiede investimenti e competenze che spesso vanno oltre le possibilità di chi ha appena avviato un’impresa. Agromed si propone proprio come soluzione a questo collo di bottiglia: uno spazio condiviso, attrezzato, capace di aggregare produttori e semplificare l’accesso ai mercati nazionali e internazionali.
Il territorio ionico ha varietà autoctone di pregio e produzioni di qualità che faticano a trovare sbocchi commerciali adeguati. Una piattaforma logistica efficiente può fare la differenza tra vendere al mercato locale e raggiungere la grande distribuzione o i canali export, moltiplicando le opportunità di crescita per chi ha scelto di investire in agricoltura sostenibile e di qualità.
Dalla fabbrica all’agricoltura: un modello di riconversione
Il riutilizzo dell’ex Miroglio non è solo una questione simbolica. È un segnale concreto che il Sud può guardare oltre le crisi industriali tradizionali e trovare nella valorizzazione della filiera primaria una strada di sviluppo sostenibile. Dove c’erano telai e linee produttive tessili, sorgerà un nodo logistico al servizio di chi coltiva pomodori, produce olio, alleva o trasforma prodotti della terra.
Questa riconversione rappresenta anche un cambio di paradigma: il territorio non resta in attesa che qualcuno riporti industrie dal ciclo di vita incerto, ma investe su ciò che ha di più solido e identitario, la capacità produttiva agricola, dotandola però degli strumenti moderni necessari per competere.
Opportunità concrete per le imprese
Agromed non è solo un progetto istituzionale: è un’occasione per chi fa impresa. Le giovani aziende agricole della provincia di Taranto potranno contare su:
- Spazi attrezzati per lo stoccaggio e la conservazione dei prodotti
- Servizi logistici condivisi che riducono i costi individuali
- Un canale diretto verso mercati più ampi, nazionali e internazionali
- La possibilità di fare rete con altri produttori, aumentando la massa critica commerciale
Chi ha scelto la restanza, chi è tornato a casa per investire sulla terra, ha bisogno di infrastrutture che funzionino. Agromed può diventare quel pezzo mancante che trasforma una piccola produzione di qualità in un’impresa capace di guardare lontano.
La sfida: riempire i container di futuro
Ora che il progetto riparte, la vera sfida è riempirlo di contenuti. Agromed sarà efficace solo se sarà utilizzato, se diventerà davvero il punto di riferimento logistico per le imprese agroalimentari del territorio. Serve quindi un lavoro di informazione e accompagnamento verso i produttori, soprattutto quelli più giovani, per far conoscere le opportunità che questa infrastruttura può offrire.
Il rischio è che resti un contenitore vuoto, un’occasione mancata come troppe altre nel Mezzogiorno. L’opportunità è invece quella di creare un modello virtuoso, dove investimento pubblico e iniziativa privata si incontrano per dare slancio a un settore, quello agroalimentare, che è tra i pochi ad attrarre giovani imprenditori e a crescere nonostante le crisi.
A Castellaneta, l’ex Miroglio può diventare il simbolo di un Sud che non aspetta, ma costruisce le condizioni per chi ha scelto di restare e di investire sulla terra. Serve però che questa occasione venga colta, raccontata, vissuta da chi ogni giorno lavora nei campi e ha bisogno di strade concrete per far viaggiare i propri prodotti.
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