Vino e territorio: gli italiani scelgono l’emozione sulla tecnica

02 Dicembre 2025 •

massimilianomartucci

Un rapporto più emozionale che informato con il vino italiano, dove la narrazione dei luoghi conta più delle certificazioni

Due italiani su cinque si definiscono consumatori “evoluti” di vino, mossi da una passione autentica per le storie racchiuse in ogni calice. Eppure, emerge dal sondaggio SWG condotto a settembre 2025, la nostra conoscenza tecnica del mondo enologico rimane sorprendentemente limitati (leggi il sondaggio completo).

Il genius loci batte le certificazioni

Quando si tratta di raccontare il vino, sono le storie legate al territorio e al suo genius loci ad attrarre maggiormente i consumatori. Il 53% degli intervistati indica il territorio o il paesaggio di provenienza come l’elemento narrativo più coinvolgente, seguito dall’italianità del prodotto (37%) e dalla cultura e tradizione (34%). Le certificazioni biologiche e i metodi di produzione, pur importanti, occupano posizioni più arretrate nella scala delle priorità emotive.

Poca dimestichezza con metodi e varietà

Sul piano della consapevolezza tecnica, il quadro cambia drasticamente. Familiarizziamo con il metodo classico e i naturali senza solfiti aggiunti, ma meno di uno su tre dichiara di conoscere i principi dei vini a basso contenuto alcolico (NOLO), degli ancestrali, dei macerati o delle varietà PIWI. Solo il 68% conosce i vini senza solfiti aggiunti e il 65% il metodo classico, mentre le varietà PIWI (vitigni resistenti) sono familiari appena al 26% del campione.

Un dato significativo riguarda i giovani: tra i 18-39enni il consumo è segnato da un maggior distacco, con il 29% che si definisce “consumatore disinteressato”, contro il 21% della media nazionale.

La ricerca del consiglio esperto

Di fronte a questa complessità, in fase d’acquisto il parere esperto assume un ruolo centrale. La propensione ad affidarsi al consiglio di sommelier (48%), enotecari (45%) e produttori (44%) è elevata. Particolarmente significativo è il dato sui giovani consumatori: tra loro si registra un maggior bisogno di informazione, con il 57% dei 18-39enni che si affida totalmente o molto al sommelier. Per questa fascia d’età, i social media non bastano: serve la relazione diretta, il contatto umano.

Il valore del racconto comunitario

L’indagine conferma come il vino italiano mantenga un forte legame con la dimensione territoriale e comunitaria. I racconti sul territorio attraggono più delle certificazioni, suggerendo che i produttori del Sud Italia – con le loro storie di comunità, tradizioni familiari e paesaggi identitari – hanno un patrimonio narrativo potente da valorizzare.

Gli over 60 mostrano particolare attenzione all’italianità (46% contro il 25% dei giovani) e al territorio (63%), mentre le nuove generazioni sono più attratte dal senso di scoperta e dal viaggio nel gusto (21% contro il 13% dei senior) e dall’ecosistema/biodiversità (22% contro 16%).


Metodologia: Sondaggio CAWI su campione rappresentativo nazionale di 1.200 soggetti maggiorenni, condotto dal 10 al 15 settembre 2025 da SWG.

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