Pomodoro. L’Italia è il primo esportatore globale. I rischi dell’emergenza idrica

28 Novembre 2025 •

redazione

Nel 2025 l’Italia torna a essere il secondo Paese al mondo nella trasformazione del pomodoro, dopo gli Stati Uniti e davanti alla Cina, e si conferma primo esportatore globale di derivati destinati direttamente al consumatore. Un primato oggi minacciato da diversi fattori:

  • nuovi dazi USA sulle conserve di pomodoro, con possibile estensione anche ai prodotti inscatolati in alluminio e acciaio;

  • crescita dei produttori concorrenti, come Egitto, Spagna, Portogallo;

  • limitazioni UE sempre più severe su agrofarmaci e fertilizzanti;

  • criticità nei rapporti con la filiera agricola, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la governance è frammentata e i costi della materia prima cresciuti fino al +67% in cinque anni.

Il tema è stato affrontato al convegno “Il Filo rosso del pomodoro”, organizzato dall’Anicav a Napoli. Il presidente Marco Serafini ha richiamato la necessità di affrontare con lucidità questi cambiamenti.

Dopo un 2024 positivo nell’export (+6,5% in volume, +3,8% in valore), il primo semestre 2025 registra un calo (-3,6% volume, -10,7% valore), legato soprattutto ai nuovi dazi USA e al deprezzamento del dollaro.

A pesare sono anche i costi della materia prima e la frammentazione del Sud (32 OP contro le 12 del Nord). Il direttore di Anicav Giovanni De Angelis invoca un rafforzamento dell’interprofessione e degli accordi quadro.

L’industria chiede alla UE di rivedere le norme sugli agrofarmaci, mentre al Tavolo Pomodoro presso il MASAF è tornato il tema dell’emergenza idrica. Anicav sollecita il collegamento tra la diga di Occhito (Foggia) e quella del Liscione (Campobasso), per garantire acqua alle colture del Foggiano. Il MASAF ha annunciato uno stanziamento da 140 milioni di euro.

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