Maltempo in Puglia, Coldiretti chiede lo stato di calamità per Foggia e Ostuni

20 Novembre 2025 •

massimilianomartucci

L’allarme

Vento fortissimo nel Foggiano e piogge alluvionali a Ostuni hanno spinto Coldiretti Puglia a chiedere al MASAF la dichiarazione di eccezionali avversità atmosferiche, così da permettere agli agricoltori colpiti di accedere al Fondo di Solidarietà Nazionale.

La Giunta regionale ha già approvato la richiesta, mentre cresce la preoccupazione per una stagione segnata da 60 eventi climatici estremi solo nel 2025.

Un territorio fragile

In Puglia 9 comuni su 10 sono classificati a rischio idrogeologico, un dato che si somma alle fragilità strutturali dovute a:

  • cementificazione,
  • abbandono dei terreni,
  • installazione massiva di fotovoltaico a terra.

Negli ultimi 50 anni è scomparso un terzo dei suoli agricoli (-30%), con una superficie agricola utilizzabile scesa a 12,8 milioni di ettari.

La regione conta oggi 160mila ettari di suolo consumato, di cui:

  • 28.149 a Foggia,
  • 37.275 a Bari,
  • 39.739 a Lecce,
  • 11.105 nella BAT,
  • 19.989 a Brindisi,
  • 23.747 a Taranto.

Impatti sulla biodiversità

Gli eventi estremi mettono a rischio anche le 139 specie vegetali e le 9 specie animali considerate a rischio in Puglia, insieme ai 245mila ettari di aree naturali protette – tra cui spiccano i Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia.

Le richieste di Coldiretti

Secondo Coldiretti serve agire con decisione su più fronti:

  • approvare finalmente la legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni;
  • avviare interventi strutturali di manutenzione, recupero, risparmio e riciclo delle acque;
  • potenziare la rete di invasi e creare bacini di raccolta per l’acqua piovana;
  • garantire il riconoscimento sociale, economico e culturale del ruolo dell’agricoltura nella tutela del territorio.

Per Coldiretti, solo intervenendo su infrastrutture idriche e gestione del territorio sarà possibile affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e difendere la capacità produttiva della regione.

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