Diritto all’olio. Svelato il mistero di Surgente

12 Giugno 2026

Un nuovo partito? Una lista civica? Un movimento? Una provocazione politica?

I manifesti comparsi durante la campagna elettorale per le amministrative nelle province di Lecce e Brindisi hanno generato discussioni, interpretazioni e ipotesi di ogni tipo. La stampa locale ne ha parlato. I social si sono riempiti di commenti. Nei gruppi cittadini si è provato a capire chi ci fosse dietro.

Oggi il mistero può essere finalmente svelato.

Surgente non è mai stato un partito.

Eppure è stato, fin dall’inizio, un atto politico.

Perché la politica, nel suo significato più autentico, non riguarda soltanto le elezioni o i partiti. Riguarda le cose che appartengono a tutti. Riguarda ciò che una comunità decide di proteggere, condividere e difendere.

“E volevamo parlare esattamente di questo.Di una cosa semplice.Dell’olio”. spiega Roberto Francesco Errico, ideatore della campagna di Behashtag, con sede a Zollino.

 

COME È NATA LA CAMPAGNA

Nelle ultime settimane, sulle plance 6×3 di numerosi comuni tra le province di Lecce e Brindisi — da Calimera a Gallipoli, passando per Maglie, Monteroni, Porto Cesareo, Tricase, San Vito dei Normanni e Torchiarolo — sono comparsi manifesti caratterizzati da colori netti, verde e giallo, privi di simboli partitici e riconducibili esclusivamente a un sito internet: tesseratisurgente.it.

Tra i messaggi comparsi:

“Quello che era di tutti tornerà di tutti.”

“Surgente. Della gente per la gente.”

“Avete preso una cosa semplice e l’avete resa irraggiungibile.”

“Avete tolto dalle case ciò che apparteneva alle case.”

Messaggi che molti hanno interpretato come slogan elettorali, attribuendoli di volta in volta a movimenti civici, nuove formazioni politiche o iniziative di protesta.

La verità è che quella campagna era stata progettata per generare una domanda prima ancora di fornire una risposta.

“Perché prima di spiegare chi fossimo, volevamo capire se esistesse ancora uno spazio per discutere di ciò che negli anni abbiamo smesso di considerare normale. Abbiamo scelto il periodo elettorale proprio perché volevamo portare al centro del dibattito pubblico una riflessione culturale che riguarda il territorio, la sua identità e uno dei simboli più profondi della sua storia”.

UNA COSA CHE UN TEMPO ERA DI TUTTI

In Salento l’olio non è mai stato semplicemente un prodotto.

Ogni famiglia aveva un parente, un vicino o un amico che produceva olio. Esisteva il concetto del “cutrubbo”: una piccola quantità di olio che si riceveva, si regalava, si scambiava.

L’olio era nelle case prima ancora che nei mercati.

Non era un lusso. Era semplicemente parte della vita.

Poi è arrivata la Xylella.

Milioni di ulivi sono morti.

Intere famiglie hanno perso la propria produzione.

Interi paesaggi sono cambiati per sempre.

E nello stesso periodo qualcosa è cambiato anche nel modo di raccontare e vendere l’olio.

Sempre più spesso è diventato un prodotto premium.

Un prodotto da esporre.

“Surgente non nasce per sostenere che l’olio non debba avere valore. Nasce per sostenere una cosa diversa: il diritto di utilizzare ogni giorno un buon olio extravergine non dovrebbe trasformarsi in un lusso riservato a pochi. Per questo il cuore del progetto non è un prodotto. È un manifesto. Surgente nasce per contestare questa trasformazione. Non per entrare nel gioco del lusso. Ma per romperlo.

 

IL DIRITTO DELL’OLIO

Con il reveal pubblico prende vita anche il primo progetto concreto di Surgente.

Si chiama “Il Diritto dell’Olio”.

L’idea è semplice: restituire simbolicamente alle persone ciò che un tempo era normale ricevere.

Chi aderirà al progetto riceverà gratuitamente un Cutrubbo di Benvenuto contenente olio extravergine d’oliva 100% pugliese.Non sarà una promozione. Non sarà uno sconto. Non sarà un’operazione commerciale. Sarà una restituzione simbolica.

Perché se esiste un diritto da riconquistare, per noi è innanzitutto quello di poter assaggiare l’olio senza che diventi un privilegio.

 

Nei prossimi mesi il progetto proseguirà attraverso Agricola Surgente.

Un’iniziativa costruita attorno a pochi principi essenziali:

  • prezzi trasparenti;
  • packaging essenziale;
  • olio accessibile;
  • abbonamento all’olio;
  • eliminazione dei costi superflui;
  • centralità del prodotto rispetto alla narrazione.

L’obiettivo non è costruire un marchio esclusivo. È riportare l’olio nel posto in cui è sempre appartenuto.

Molti si chiederanno se questa sia stata una campagna politica.

“Abbiamo semplicemente provato a riportare al centro una domanda collettiva:

che cosa succede quando qualcosa che apparteneva a tutti smette di essere accessibile a tutti?

In fondo, in queste settimane non abbiamo mai parlato davvero di politica.

Abbiamo parlato di memoria. Di territorio. Di comunità. Di diritto. E soprattutto abbiamo parlato di una cosa molto più semplice. Dell’olio”.

Chiunque può prenotare il suo cutrubbo d’olio gratuito su tesseratisurgente.it

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Redazione
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