Tonno rosso in Puglia: sei imbarcazioni autorizzate per il triennio 2026-2028
02 Aprile 2026

Un decreto del Ministero dell’Agricoltura riapre la pesca del tonno rosso nelle marinerie pugliesi, con una quota di una tonnellata per barca
È arrivato dal Ministero dell’Agricoltura, Direzione generale della Pesca marittima, il decreto che autorizza la pesca del tonno rosso in Puglia per il triennio 2026-2027-2028. Il provvedimento riguarda sei imbarcazioni appartenenti alle marinerie di Monopoli (2 barche), San Cataldo (2 barche), Torre Cesarea e Taranto, ciascuna delle quali potrà contare su una quota di 1 tonnellata per imbarcazione.
Una novità assoluta per la pesca pugliese
La notizia assume un rilievo particolare se si considera che, fino a oggi, la Puglia non disponeva di alcuna imbarcazione autorizzata alla cattura del tonno rosso. L’autorizzazione apre quindi uno scenario inedito per le marinerie regionali, offrendo ai pescatori una nuova opportunità di reddito in un momento già segnato dal caro carburante e da significative limitazioni all’attività di pesca.
Ad accogliere con favore il decreto sono i rappresentanti del settore, che ringraziano il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra per l’attenzione riservata alle istanze provenienti dalla Puglia in materia di pesca, agricoltura e gestione della crisi idrica.
Tracciabilità e qualità per i consumatori
Il provvedimento porta con sé ricadute positive anche per la filiera della ristorazione e della distribuzione. Il tonno rosso pescato nelle acque pugliesi sarà per definizione tracciato e certificato, con garanzie di freschezza e provenienza che difficilmente il mercato dell’importazione può offrire.
Un vantaggio non secondario, considerando la crescente domanda di questo pesce, apprezzato per le sue elevate qualità nutrizionali e organolettiche e per la sua versatilità in cucina — consumato tanto crudo quanto cotto — che ne ha fatto uno dei prodotti ittici più richiesti nei ristoranti e sui banchi dei mercati.
Per le comunità costiere pugliesi, l’autorizzazione rappresenta un segnale concreto di valorizzazione del lavoro dei pescatori e della pesca artigianale locale, pilastro ancora sottorappresentato nella narrazione dell’agroalimentare meridionale.
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