Latte pugliese, la soglia dei 52 centesimi: tra resistenze e prime convergenze

02 Aprile 2026

Il tavolo convocato dall’assessore Paolicelli segna un passo avanti nella trattativa sul prezzo alla stalla, ma la partita è ancora aperta

Si è tenuto oggi presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia un tavolo sulla filiera del latte, convocato dall’assessore Francesco Paolicelli e aperto alla partecipazione di produttori e trasformatori. Al centro del confronto, una questione che pesa da mesi sul comparto zootecnico regionale: la definizione di un prezzo equo del latte alla stalla, in un contesto segnato da costi di produzione in crescita costante.

Una prima convergenza a 52 centesimi

Al termine della riunione è emersa una prima intesa tra i produttori e una parte dell’industria di trasformazione su un prezzo di riferimento pari a 52 centesimi al litro. Una cifra che, per Confagricoltura Puglia, non rappresenta un traguardo ambizioso, ma una soglia di sopravvivenza.

«52 centesimi al litro non sono un obiettivo, ma il minimo per evitare il collasso delle stalle pugliesi» ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno, a margine del tavolo. «È un livello che copre a malapena i costi, fortemente aumentati negli ultimi mesi tra rincari energetici, carburanti e tensioni internazionali».

Il nodo dei grandi caseifici

L’intesa, però, è ancora parziale. Una parte dei grandi caseifici — in particolare quelli con fatturati più elevati — continua a esprimere resistenze, impedendo al momento il raggiungimento di un accordo pienamente condiviso. Una posizione che Confagricoltura Puglia giudica incompatibile con la tutela di una filiera equilibrata e competitiva, a vantaggio dei consumatori, dell’economia, dell’occupazione e della qualità pugliese.

«Confidiamo che si possa arrivare in tempi brevi a un’intesa su questo importo» ha aggiunto Bruno, sottolineando come il confronto si inserisca «in una fase particolarmente delicata per il comparto zootecnico regionale, che rischia una progressiva perdita di aziende e capacità produttiva senza un reale riequilibrio lungo la filiera».

Il richiamo alla normativa sulle pratiche sleali

Confagricoltura Puglia chiede che si consolidi rapidamente l’intesa con le aziende che hanno già condiviso il prezzo accordato e resta pronta ad agire nei confronti di chi adotta pratiche sleali. L’organizzazione richiama a tal proposito il Decreto Legislativo n. 198/2021, che vieta modifiche unilaterali dei contratti e l’imposizione di condizioni particolarmente gravose nel settore agroalimentare.

L’organizzazione apprezza il lavoro di mediazione dell’assessore Paolicelli e ribadisce la necessità di riconoscere il giusto valore al lavoro degli allevatori: il punto di partenza, non negoziabile, di qualsiasi filiera che voglia dirsi davvero sostenibile.

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