Welfare in agricoltura: a Taranto un contributo fino a 800 euro per le spese dei figli

25 Marzo 2026

La Regione Puglia e l’Ente Bilaterale Agricolo FAILA EBAT finanziano servizi educativi e di assistenza all’infanzia per lavoratori e imprenditori agricoli della provincia. Domande aperte fino al 30 novembre 2026.

Gestire un’azienda agricola e crescere una famiglia non è mai semplice. La stagionalità, i ritmi irregolari, la distanza dai centri urbani rendono spesso difficile accedere a quei servizi educativi e di cura che in altri settori sono dati quasi per scontati. Un nuovo avviso pubblico, promosso dall’Assessorato al Welfare della Regione Puglia in collaborazione con l’Ente Bilaterale Agricolo FAILA EBAT di Taranto, prova a colmare questo divario con risorse concrete.

«L’Avviso interviene sulle disuguaglianze strutturali e valorizza il lavoro di cura. Nel settore agricolo, sostenere le famiglie significa migliorare la qualità della vita, favorire la partecipazione delle donne al lavoro e rafforzare il tessuto sociale dei territori. Investire nei servizi di welfare aziendale significa rafforzare il capitale sociale, creare condizioni di equità e costruire comunità più inclusive, resilienti e prospere», dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.

Chi può accedere e cosa copre il contributo

La misura — dotata di 190.000 euro complessivi — è rivolta a lavoratrici e lavoratori agricoli, imprenditori agricoli e coltivatori diretti della provincia di Taranto. Il contributo copre, totalmente o in parte, le spese sostenute tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2026 per una gamma ampia di servizi: rette di asili nido e agriasili per bambini fino a tre anni, ma anche centri estivi, fattorie didattiche e servizi di baby-sitting — sia in struttura che a domicilio — per minori fino a quattordici anni, con attenzione particolare ai periodi di chiusura scolastica, cioè proprio quelli in cui il lavoro nei campi è più intenso.

L’importo riconosciuto è di 80 euro mensili per beneficiario, da un minimo di una fino a un massimo di dieci mensilità, per un totale di 800 euro. Per i figli con disabilità il contributo raddoppia, arrivando a 1.600 euro.

Un’infrastruttura sociale, non solo un bonus

Quello che colpisce di questa misura non è solo l’aspetto economico, ma l’impostazione complessiva. L’avviso nasce dalla consapevolezza che il welfare in agricoltura non è un lusso: è una condizione necessaria per rendere il settore davvero attrattivo per le nuove generazioni, in particolare per le donne.

«Sostenere le famiglie nelle spese per i figli significa promuovere pari opportunità e inclusione sociale», dichiara Lucia La Penna, presidente pro tempore di FAILA EBAT Taranto, sottolineando come «il welfare aziendale in agricoltura deve essere un diritto e non un privilegio».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli: «Mettere al centro le persone vuol dire costruire un’agricoltura più forte e più giusta, capace di valorizzare il lavoro, sostenere le famiglie e contrastare ogni forma di sfruttamento».

Come fare domanda

Le domande possono essere presentate a sportello, secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino al 30 novembre 2026 o fino a esaurimento delle risorse disponibili. Il punto di riferimento è il portale dell’Ente Bilaterale Agricolo FAILA EBAT di Taranto.

Per chi sta costruendo un progetto imprenditoriale in agricoltura nel Tarantino — e magari sta anche mettendo su famiglia — vale la pena verificare i requisiti e presentare domanda in tempi brevi.

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Redazione
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