Vitivinicoltura pugliese, nuovo assessorato e nuove prospettive: dalla Denominazione d’Origine al Mercosur

29 Gennaio 2026 •

redazione

La Puglia vitivinicola guarda avanti. Con l’elezione di Francesco Paolicelli alla guida dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, i Consorzi di Tutela dei Vini a Denominazione di Origine della regione – riuniti nell’U.Co.Vi.P. con il Consorzio del Primitivo di Manduria come capofila – hanno indicato una roadmap chiara per i prossimi anni, che intreccia tutela del territorio, competitività internazionale e valorizzazione delle eccellenze meridionali.

“Ci troviamo in una fase storica particolarmente delicata per la viticoltura pugliese, segnata da una crisi profonda che coinvolge l’intero comparto”, spiega Novella Pastorelli, presidente dell’U.Co.Vi.P. Ma proprio in questi momenti di trasformazione si aprono spazi per ripensare strategie e costruire strumenti più efficaci. Al centro della proposta dei Consorzi c’è la realizzazione del catasto vitivinicolo, uno strumento che manca da troppo tempo e che rappresenta il punto di partenza per programmare, controllare e soprattutto valorizzare le denominazioni di origine pugliesi.

Il catasto non è solo un’esigenza burocratica: è la mappa attraverso cui leggere un territorio, riconoscerne le specificità, tutelare la qualità e costruire narrazioni autentiche attorno ai vini che da quella terra nascono. Per i giovani imprenditori che scelgono di investire nella viticoltura – e i dati dimostrano che sono sempre di più al Sud – avere strumenti trasparenti di programmazione significa poter pianificare investimenti, accedere a incentivi mirati, e posizionarsi con credibilità sui mercati nazionali e internazionali.

Proprio sul fronte internazionale si gioca una partita decisiva. L’accordo UE-Mercosur, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e i Paesi del blocco sudamericano (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), eliminerà i dazi sul 91 per cento degli scambi. Questo significa opportunità enormi per chi produce vini di qualità, ma anche la necessità di essere presenti nelle liste giuste. L’U.Co.Vi.P. sta lavorando per consentire l’inserimento delle DOC pugliesi che non erano previste al momento dell’accordo politico raggiunto sette anni fa. È in fase di predisposizione una comunicazione ufficiale al ministro Francesco Lollobrigida per chiedere che ulteriori denominazioni pugliesi vengano incluse tra quelle tutelate dall’intesa.

Non si tratta solo di difendere posizioni acquisite, ma di costruire competitività. I mercati sudamericani rappresentano una frontiera per i vini del Mezzogiorno, capaci di raccontare storie di territori unici, di varietà autoctone, di innovazioni sostenibili applicate a tradizioni millenarie. La Puglia produce vini che in tutto il mondo sono riconosciuti come eccellenze del Made in Italy: Primitivo, Negroamaro, Salice Salentino, e decine di altre denominazioni che esprimono l’identità di una regione che ha fatto della viticoltura uno dei suoi pilastri economici.

Per questo serve una visione comune tra istituzioni regionali, consorzi e imprese. I Consorzi pugliesi confidano nella possibilità di un incontro con l’Assessore Paolicelli per proseguire un dialogo improntato alla collaborazione, costruendo insieme le strategie necessarie per affrontare le sfide di una fase cruciale sul piano internazionale. Il riconoscimento va anche all’assessore uscente Donato Pentassuglia, con cui è stato costruito negli anni un rapporto solido fondato sulla condivisione di iniziative concrete a sostegno del comparto.

La vitivinicoltura pugliese è uno dei fiori all’occhiello del Sud produttivo, un settore dove tradizione e innovazione si incontrano, dove i giovani imprenditori trovano terreno fertile per progetti ambiziosi. Affrontare le criticità con strumenti adeguati – dal catasto alla presenza sui mercati internazionali – significa trasformare difficoltà strutturali in occasioni di crescita. Il vento che soffia dal Mezzogiorno, dopotutto, ha sempre portato cambiamento.

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