Brindisi, sequestrate 42 tonnellate di semilavorati di pomodoro: Coldiretti Puglia denuncia il “furto d’identità” del Made in Italy

20 Novembre 2025 •

redazione

L’operazione

Coldiretti Puglia esprime soddisfazione per il sequestro di 42 tonnellate di derivati e semilavorati di pomodoro al porto di Brindisi, trasportati su camion dalla Bulgaria e imbarcati da una nave proveniente dalla Grecia. Le indagini – condotte da ICQRF, Agenzia delle Dogane e Monopoli e Guardia di Finanza – indicano che i prodotti, etichettati come “Country of origin – Italy”, provengono verosimilmente dalla Cina, dopo triangolazioni nell’area Schengen.

Il semilavorato, una presunta “passata di pomodoro”, era destinato a due note aziende italiane, che commercializzano prodotti ottenuti da materia prima nazionale.

La denuncia di Coldiretti

L’organizzazione agricola ricorda i numerosi blitz nei porti di Bari e Salerno, condotti insieme all’ICQRF e alle forze dell’ordine, per difendere il Made in Italy dall’invasione di prodotti stranieri camuffati come italiani. Una battaglia simbolica anche attraverso le mobilitazioni in mare degli agricoltori, noti per lo slogan «No fake in Italy».

Coldiretti chiede da anni la revisione del criterio dell’ultima trasformazione del Codice doganale, che consente di etichettare come italiani prodotti ottenuti da materia prima estera.

Pressioni internazionali e mercato

Le importazioni cinesi di concentrato di pomodoro verso l’Italia sono crollate nel 2025, dopo le accuse internazionali sul lavoro forzato nello Xinjiang e le segnalazioni di etichette ingannevoli. Il Financial Times attribuisce questo risultato alla campagna di Coldiretti, così come fa il Corriere della Sera, che parla di presidi e controlli sistematici ai confini.

Il ruolo della Puglia

La Puglia è il principale polo della salsa Made in Italy nel Mezzogiorno, con quasi 18.000 ettari, di cui l’84% concentrati a Foggia, dove operano 3.500 produttori su 32.000 ettari coltivati e una produzione di 20 milioni di quintali, pari a 180 milioni di euro di PLV.

Dati che danno la misura del peso della regione se confrontati con il resto d’Italia: 55 milioni di quintali prodotti complessivamente e 95.000 ettari investiti.

Una sfida europea

Il fenomeno dell’import di derivati del pomodoro dalla Cina riguarda ormai tutta l’Europa. Per Coldiretti è indispensabile tutelare le imprese agricole italiane – già penalizzate dai cambiamenti climatici – attraverso:

  • etichettatura obbligatoria di origine a livello europeo,
  • reciprocità delle regole sanitarie e sociali,
  • valorizzazione del prodotto nazionale attraverso qualità e legame con il territorio.

Solo così, afferma Coldiretti, si può difendere davvero la filiera del pomodoro Made in Italy.

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