Crisi del miele in Puglia, Alpaa: “Serve un piano per salvare api e piccoli produttori”
13 Ottobre 2025 •
redazione

La situazione
La produzione di miele in Puglia, da sempre simbolo di qualità, biodiversità e agricoltura sostenibile, vive una fase di profonda crisi. Gli ultimi anni hanno segnato un calo produttivo fino al 40% in alcune aree, dovuto al combinarsi di cambiamenti climatici, uso di pesticidi, aumento dei costi e concorrenza sleale del miele importato a basso costo.
Secondo Alpaa Puglia, l’associazione che rappresenta i lavoratori e produttori agricoli, “il miele pugliese – di acacia, millefiori, arancio, sulla, timo e melata – resta tra i più apprezzati per qualità, ma la quantità è in forte sofferenza”.
Oggi in Puglia operano circa 1.400 apicoltori con oltre 60.000 alveari, ma molte piccole aziende stanno chiudendo, incapaci di sostenere l’aumento dei costi di gestione.
Le criticità
- Cambiamento climatico: stagioni alterate e fioriture ridotte mettono a rischio la raccolta del nettare.
- Uso dei pesticidi: agricoltura intensiva e diserbi eliminano la vegetazione spontanea, minacciando gli impollinatori.
- Concorrenza sleale: miele straniero non tracciato e di scarsa qualità penalizza i produttori locali.
- Costi in aumento: carburante, nutrizione delle api e manutenzione degli alveari pesano sui bilanci aziendali.
Le proposte per il rilancio
Alpaa Puglia indica alcune priorità:
- Tutela della biodiversità, promuovendo l’agricoltura biologica e riducendo i pesticidi;
- Sostegno economico agli apicoltori, con incentivi e compensazioni per le perdite dovute a siccità e fitofarmaci;
- Educazione al consumo consapevole, per difendere il miele locale garantito e tracciabile;
- Ricerca e innovazione, con il coinvolgimento delle università pugliesi per studiare interazioni tra api, ambiente e salute umana;
- Valorizzazione territoriale, per promuovere il miele pugliese come prodotto identitario e simbolo di un’agricoltura sana e rispettosa.
L’appello di Alpaa Puglia
“Il miele è il frutto di un ecosistema sano – sottolinea Alpaa –. Difendere la produzione apistica e i piccoli produttori significa proteggere la biodiversità, la giustizia ambientale e il lavoro dignitoso. Solo un’azione condivisa potrà contrastare l’abbandono delle campagne e dare futuro alle nostre comunità rurali.”
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