Sud Est barese, allarme “Malattia di Pierce”: la nuova Xylella minaccia le vigne pugliesi
17 Novembre 2025 •
redazione

La scoperta
Una nuova minaccia incombe sulla viticoltura pugliese: la cosiddetta “Malattia di Pierce”, causata da un ceppo della Xylella fastidiosa ST1, è stata individuata per la prima volta nel sud est barese, tra Triggiano, Rutigliano, Noicattaro, Mola di Bari, Adelfia, Conversano, Casamassima, Polignano a Mare, Turi, Gioia del Colle e Locorotondo.
Il batterio, che prende il nome dal fitopatologo americano Newton Pierce, provoca appassimento e ingiallimento delle foglie fino alla morte improvvisa dei tralci, con gravi rischi per la produzione di uva da vino e da tavola.
«Questi sintomi – spiega Flavio De Benedictis, fisiopatologo barese – se non adeguatamente contrastati, potrebbero avere conseguenze gravi per le produzioni. Per questo, la comunità scientifica sta concentrando le sue attenzioni su una nuova e concreta minaccia per la viticoltura nelle zone vocate del sud est barese e della Valle d’Itria».
La giornata di studio a Locorotondo
La “Malattia di Pierce” è stata al centro della giornata di studio “Xylella nella vite”, ospitata nell’auditorium Boccardi del Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo.
All’iniziativa, promossa dall’AIVV – Accademia Italiana della Vite e del Vino, hanno partecipato esperti del Cnr Ipsp, dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, del Crsfa Basile Caramia, dell’Università di Bari e dell’Apeo, l’Associazione dei produttori ed esportatori ortofrutticoli.
«L’iniziativa – ha spiegato Donato Boscia del Cnr – nasce in risposta all’individuazione, nel territorio di Triggiano, del nuovo ceppo di Xylella fastidiosa ST1, agente della Malattia di Pierce, riscontrato su vigneti e mandorli».
La risposta del territorio
«Serve un’azione immediata – ha sottolineato Pasquale Venerito del Crsfa Basile Caramia – per eradicare il focolaio e proteggere il patrimonio economico e varietale della viticoltura pugliese».
La giornata di lavoro ha unito ricerca, istituzioni e produttori in un fronte comune per difendere la vite pugliese dalla diffusione del batterio. Le prime analisi confermano la presenza di sputacchine infette e di vitigni e mandorli positivi nelle aree colpite, segnale che impone un monitoraggio costante e misure tempestive.
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